L’Italia, con il suo vasto e storicizzato patrimonio infrastrutturale, si trova ad affrontare una sfida cruciale: garantire la massima sicurezza di ponti e viadotti. A Torino, questa sfida sta trovando una risposta tecnologica senza precedenti grazie al progetto 5G-BRAINS, un’iniziativa che segna il passaggio definitivo da una manutenzione reattiva (basata su ispezioni visive periodiche) a un monitoraggio continuo, intelligente e predittivo.
Il Progetto 5G-BRAINS: Una “rete neurale” per le infrastrutture
Attualmente in fase di sperimentazione avanzata su due ponti strategici del Parco Dora (quelli di corso Umbria e via Livorno), 5G-BRAINS è sviluppato da un consorzio d’eccellenza tutto italiano. A guidarlo è Eagleprojects, affiancata da realtà di spicco come ADPM Tech, Gisky, Yottametro e il centro di ricerca Eucentre.
Il progetto, dal valore complessivo di 600mila euro, ha un peso specifico notevole anche a livello europeo, vantando un importante co-finanziamento di 400mila euro da parte dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), interessata all’integrazione dei dati satellitari per la sicurezza urbana.
Ma come funziona esattamente questa piattaforma? Immaginiamo di dotare i ponti di un vero e proprio “sistema nervoso”. Sui punti nevralgici delle infrastrutture vengono installati dispositivi di ultima generazione – tra cui accelerometri, estensimetri, inclinometri e termometri – che misurano 24 ore su 24 le condizioni strutturali. Se un ponte vibra più del normale, subisce deformazioni o micro-spostamenti millimetrici (rilevati da antenne simili al GPS degli smartphone), i dati vengono trasmessi istantaneamente alla centrale operativa situata presso il Museo A come Ambiente.
Per evitare colli di bottiglia o interruzioni di segnale, il sistema è iper-connesso tramite reti 5G e collegamenti satellitari. Qui, l’Intelligenza Artificiale fa il resto: aggrega e analizza moli enormi di dati, creando un “Digital Twin” (un gemello digitale 3D) dell’infrastruttura sempre aggiornato.
Il Ruolo Chiave dei Droni e l’approccio “On-Demand”
Cosa succede quando la piattaforma rileva un’anomalia sospetta? Il sistema non si limita a inviare una semplice notifica agli ingegneri, ma fa scattare un vero e proprio pronto intervento visivo.
È qui che entrano in gioco i droni di ADPM. I velivoli – che partono direttamente dal terrazzo del Museo – eseguono voli on-demand verso l’area interessata, fornendo istantaneamente immagini ad altissima risoluzione della potenziale criticità. Oltre all’emergenza, i droni svolgono voli programmati regolari per l’aggiornamento fotogrammetrico del ponte, lavorando in sinergia con i satelliti spaziali (utilizzati per capire se il terreno circostante si sta muovendo, rivelando eventuali subsidenze).
Come sottolinea Luca Brizzi, CEO di ADPM: “Il vero punto di forza del sistema è che tutte queste informazioni vengono messe insieme: non sono controlli separati, ma dati che si parlano tra loro e permettono di individuare subito eventuali anomalie.” L’obiettivo è chiaro: intervenire prima che l’anomalia diventi un pericolo reale.
Torino: Un ecosistema per l’Innovazione
La vocazione di Torino come vero e proprio laboratorio a cielo aperto per le Smart City non si esaurisce con 5G-BRAINS. La città guarda con interesse a un approccio ecosistemico. Recenti sviluppi vedono infatti il capoluogo piemontese partner di un ulteriore progetto europeo (denominato CAPRI, anch’esso supportato da ESA) volto all’ispezione automatizzata dei ponti. Questa iniziativa parallela spinge sullo sviluppo di droni dotati di intelligenza artificiale per il volo autonomo e ispezioni di altissima precisione negli strati inferiori dei ponti (l’intradosso), dove il segnale satellitare tradizionale è spesso assente.
Il Futuro della Sicurezza Urbana
I benefici di questo approccio integrato (Sensori IoT + AI + Droni + Dati Satellitari) sono molteplici:
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Prevenzione dei crolli grazie a un approccio predittivo anziché reattivo.
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Ottimizzazione dei costi rispetto alle ispezioni manuali in quota con autoscale.
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Zero disagi al traffico: i droni eliminano la necessità di chiudere le strade e deviare il traffico per eseguire i controlli.
Entro l’estate la Città di Torino deciderà formalmente se adottare il sistema 5G-BRAINS in via definitiva. Se la gestione sicura del nostro territorio passa per la transizione digitale, Torino ha già imboccato la strada giusta. E la sta percorrendo volando.