Dal Parco Sirente-Velino alle Isole Eolie, fino al progetto BIMM: metodi più rapidi, dati verificabili e decisioni migliori per chi gestisce fauna e habitat.
Il contesto: dai conteggi tradizionali ai dati “OGC-ready”
Per anni, la gestione delle interazioni tra fauna, habitat e pressione antropica ha fatto affidamento soprattutto su osservazioni dirette, conteggi a distanza, marcature e fototrappole. Metodi utili, ma lenti, costosi e difficili da integrare in sistemi informativi territoriali moderni. L’obiettivo di ADPM Tech è stato ridefinire questo approccio, integrando e semplificando le procedure esistenti per ottenere dati digitali, verificabili, georiferiti, ripetibili, multidisciplinari e multitemporali, pronti per l’uso in ambiente GIS e allineati agli standard OGC – il tutto garantendo interoperabilità tra droni, IoT, radiocollari e altri tag. Risultato: meno personale sul campo, rilievi più veloci, aree coperte più ampie e riduzione dei conteggi multipli.
Questo lavoro è stato presentato al Convegno Nazionale “Ricerca e Innovazione: per un futuro sostenibile” (UNIBAS, Matera, 22-23 maggio 2025) da Luigi Palieri e Luca Brizzi (ADPM Drones/ADPM Tech), con Igino Cucchiarelli (Parco Sirente-Velino) e Francesco Riga (ISPRA).
La svolta tecnica: STANAG 4609 applicato ai droni

Il cuore dell’innovazione è l’applicazione dello standard NATO STANAG 4609, che consente la georeferenziazione di ogni singolo pixel dei video raccolti da piattaforme unmanned o aeromobili. In pratica, ogni elemento osservato nel fotogramma è tracciabile nello spazio con precisione: identificazione, classificazione e geolocalizzazione avvengono direttamente sul video tramite software dedicato, moltiplicando produttività e qualità del dato senza perdere il contesto spaziale.
Casi d’uso reali
1) Valle Subequana (Abruzzo), 2023 – Cervo e cinghiale
Nel Parco Naturale Regionale Sirente-Velino abbiamo integrato droni (SAPR) e camere termiche per un censimento georiferito su larga scala dell’intera Valle Subequana. L’approccio ha permesso di distinguere individui e gruppi (cervo, cinghiale), riducendo errori di doppio conteggio e fornendo mappe di presenza pronte per la gestione operativa.
2) Progetto BIMM (2024/2025) – NBFC: orso, cervo, cinghiale, camoscio
Finanziato dal National Biodiversity Future Center, BIMM estende l’uso dei SAPR a specie chiave e introduce l’integrazione con dati satellitari e dispositivi di radiocollari.
- Orso bruno marsicano: mappatura di risorse trofiche, apiari e allevamenti per prevenire conflitti, oltre all’individuazione di infrastrutture potenzialmente pericolose e al monitoraggio delle presenze.
- Cervo e cinghiale: confronto dell’evoluzione delle popolazioni rispetto al 2023, con un nuovo rilievo nella Valle Subequana e analisi dell’evoluzione dell’habitat nelle fasce di impatto sul camoscio.
- Camoscio appenninico: test in area faunistica per un protocollo di stima della popolazione sul Monte Sirente, analisi degli impatti climatici sull’habitat e interoperabilità SAPR/radiocollari.
3) Isole Eolie, 2025 – Conigli e capre inselvatichite
Nell’ambito dell’accordo ISPRA–Regione Siciliana per il Piano Faunistico Venatorio Regionale, la metodologia è stata sperimentata ad Alicudi (capre), Salina (conigli) e Vulcano (capre e conigli). In contesti insulari complessi, il video georiferito ha supportato conte attendibili e cartografie immediate per priorità d’intervento e mitigazione degli impatti.

Piattaforme e profili di missione
La metodologia è indipendente dal modello di drone: può essere implementata su qualunque piattaforma dotata di sensori RGB e/o termici con caratteristiche equivalenti, adattando i parametri di volo (quota AGL, angolo di ripresa, overlap) e le procedure di elaborazione. Questa neutralità hardware ne facilita l’adozione su flotte e contesti operativi differenti.
I droni effettivamente utilizzati sono stati quelli disponibili al momento: inizialmente un DJI Mavic 2 (2023) e, successivamente, un DJI Mavic 3 di nuova generazione.
Sono stati impiegati, per esempio, multirotori DJI Mavic 3T Thermal (sensore grandangolare 48 MP, CMOS 1/2”, termica 640×512 px, zoom ibrido 56×, autonomia max 45 min) e DJI Mavic 2 Enterprise Advanced (MTOW 1.100 g, velocità 50 km/h, autonomia 20–30 min, resistenza al vento 10 m/s, scala 5).
Le missioni sono state pianificate con quota AGL 60 m e angolo di ripresa 45°–60°, ottenendo per la termica un footprint a terra ~200×70×130 m; per l’individuazione del coniglio sono stati eseguiti voli a 30 m AGL.
Su un’area complessiva di 22.000 ettari sono state condotte 112 missioni per circa 40 ore di volo, con quota operativa prevalente di 60 m. Questi numeri evidenziano la reale scalabilità del metodo, compatibile con tempi e budget di enti parco e regioni e replicabile su altre piattaforme.
Dati che diventano decisioni
L’uscita del drone non è “solo” un volo: è la generazione di layer informativi già pronti per GIS e standard OGC, dove ogni osservazione termica o RGB è georeferenziata e classificata. Questo consente di:
- Eliminare gran parte degli errori di doppio conteggio;
- Ridurre costi e impatto antropico grazie a meno squadre sul campo;
- Aumentare la copertura spaziale e la frequenza dei rilievi (multitemporale);
- Abilitare analisi integrate con satellite e radiocollari per strategie di gestione adattativa.
Focus operativi: dai log di volo alle mappe di presenza
I log di volo e le rappresentazioni GIS prodotte per Alicudi, Salina e Vulcano mostrano immediatamente la distribuzione di capre e conigli; analogamente, le mappe della Valle Subequana distinguono gruppi e individui (cervo, cinghiale), offrendo una base concreta per piani di controllo e conservazione. Nelle aree test (es. Rovere), prove diurne e notturne hanno definito distanze operative e profili di zoom (termico e RGB) ottimali per specie diverse e contesti differenti.
Prossimi passi
Proseguiremo nell’affinamento dei protocolli specie-specifici, nell’integrazione nativa con flussi satellitari e nei test di interoperabilità SAPR/radiocollari per migliorare ulteriormente accuratezza e tempestività. L’obiettivo è offrire a parchi, regioni e istituti di ricerca strumenti operativi che uniscano qualità scientifica e sostenibilità economica.
Vuoi valutare questa metodologia nel tuo territorio?
ADPM Tech ti supporta dalla progettazione dei rilievi alla consegna dei dataset GIS pronti all’uso (video georiferiti STANAG 4609 inclusi), con formazione e assistenza operativa. Contattaci per una sessione tecnica dedicata.